dal 10/10/2016 al 12/11/2016

infoLunedì: 16:00 - 19:30 Martedì - Sabato: 10:00 - 12:30; 16:00 - 19:30 Ingresso libero

G.A.M. Archivio Mattia Moreni è lieto di offrire nelle sale espositive della G.A.M. Galleria d'Arte Maggiore una preziosa occasione per approfondire il lavoro del Maestro, tra i maggiori esponenti della pittura europea della seconda metà del XX secolo. Un artista che ha vissuto da protagonista alcuni degli snodi più importanti del secolo scorso, a partire dall'Informale, per attraversare poi il Neoespressionismo fino ad arrivare a uno stile del tutto personale in una sorprendente e continua reinvenzione espressiva. Un percorso artistico articolato, in cui riconoscere una lucidità e una passione partecipativa ineguagliabili con cui l'artista ha sempre seguito, o meglio anticipato, i cambiamenti e le grandi trasformazioni del nostro tempo.

La mostra allestita presso la Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. lascia spazio alla continua sfida al mezzo pittorico, costantemente riformato e rimesso in discussione, portata avanti dall'artista, sottolineando alcuni dei momenti più significativi della sua produzione: tra questi la stagione Informale e quella del popolatissimo repertorio, “fumettato”, dei cosiddetti “umanoidi”, con cui l'artista si fa portavoce di una delle più consapevoli ed esplicite denunce su un incombente destino “regressito” verso cui si muove la società contemporanea, in una difesa dei valori della natura e del corpo, contro l'aggressione e le minacce della civiltà computerizzata. Come scrive Marcel Tapié: “Nessuna opera meglio di quella di Moreni saprebbe illustrare la ricchezza dell’attuale confusione, l’immensità di un messaggio attualizzato del dramma latente della condizione umana, e allo stesso tempo la totale libertà nell’invenzione delle strutture espressive che ne sono il necessario supporto.”


Al centro della mostra la grande tela “Ah! quel Freud..”, un dipinto di notevoli dimensioni (cm. 200 x 280) del 1997 che deve la sua forza comunicativa al soggetto – un divano antropomorfizzato su cui giace un'enorme pillola – alle cromie – forti e accese, stese per campiture nette e dai contorni segnati direttamente con il tubetto del colore – e alle scritte che come nei lavori dell'ultimo periodo di Moreni compaiono sulla tela per accompagnare il racconto visivo e suggerire nuovi spunti di riflessione.


Mattia Moreni nasce a Pavia nel 1920. Dopo la formazione presso l'Accademia Albertina di Torino negli ultimi anni '40, si distacca presto dall'ambiente istituzionale e nel 1947 è tra i promotori del 'Premio Torino', prima mostra di rottura nel capoluogo piemontese. Grande respiro internazionale arriva con il trasferimento per un decennio a Parigi a partire dal 1956, anno in cui la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale, dopo le collettive in cui era già stato protagonista in precedenti e successive edizioni. Si spegne a Brisighella (Ravenna) nel 1999.



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2016-10-30
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Artista di grande interesse

Artista di grande interesse  per le problematiche di tipo sociali trattate. Da rivalutare a livello internazionale.