dal 12/10/2016 al 08/01/2017

infointero € 10, ridotto € 8, bambini fino a 6 anni gratuito

Unica esposizione istituzionale dedicata al contemporaneo italiano, torna dopo otto anni la Quadriennale d’arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma con il titolo “Altri tempi, altri miti” per proporre una mappatura delle arti visive contemporanee in Italia. Promossa e organizzata da Fondazione La Quadriennale di Roma e dell’Azienda Speciale Palaexpo presenta 10 sezioni espositive ideate da 11 curatori, 99 artisti con 150 opere realizzate per l’occasione o recenti. E’ sostenuta dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, e rinnovata dal Presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma, Franco Bernabè. Novità di questa edizione è stata la selezione dei curatori svolta da una giuria esterna interdisciplinare sulla base di una call for project: Simone Ciglia e Luigia Lonardelli, Michele D’Aurizio, Luigi Fassi, Simone Frangi, Luca Lo Pinto, Matteo Lucchetti, Marta Papini, Cristiana Perrella, Domenico Quaranta, Denis Viva. Ciascuno di loro ha avuto diversi percorsi formativi e professionali, ma tutti hanno già avuto modo di incidere sul dibattito culturale contemporaneo. Un programma di eventi collaterali allestiti da musei, fondazioni, gallerie private della Capitale si svolgerà in parallelo a questa grande mostra italiana per dare voce alla pluralità dei linguaggi delle nuove generazioni oltre a promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea italiana nelle scuole attraverso un’intensa attività didattica.

Il titolo è ispirato alla raccolta “Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta” (1990) delloscrittore Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) considerata un’opera cult, che offre una narrazione per frammenti dell’Italia attraverso una vertiginosa sarabanda di viaggi nella penisola. Analogamente, la 16a Quadriennale è concepita come una mappatura mutevole delle produzioni artistiche e culturali dell’Italia contemporanea ed è articolata in dieci sezioni espositive - affidata a un curatore (in un caso a due) - ognuna delle quali approfondisce un tema, un metodo, un’attitudine, una genealogia che connota i progetti artistici. Simone Ciglia e Luigia Lonardelli in I would prefernot to/Preferirei di no presentano una selezione di autori esemplificativi di un’attitudine diffusa del fare arte oggi, riconducibile a un sottrarsi, a un resistere a codificazioni identitarie. Michele D’Aurizio con Ehi, voi! propone la ritrattistica come linguaggio tramite cui attraversare le vicende più recenti della nostra arte, per la sua capacità di esprimere una commistione tra sfera individuale e sfera sociale. Luigi Fassi con La democrazia in America invita ad approfondire alcuni aspetti della storia dell’Italia contemporanea attraverso una rilettura del pensiero di Tocqueville. Simone Frangi in Orestiade italiana volge lo sguardo al contesto del nostro Paese nei suoi versanti culturale, politico, economico, con una riscrittura analogica e corale di alcuni nuclei di un lavoro filmico di Pasolini. Luca Lo Pinto in A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti sonda i temi del tempo, dell’identità, della memoria, letti in continua metamorfosi all’interno della relazione tra il singolo e la collettività. Matteo Lucchetti in De Rerum Rurale pone al centro dell’attenzione la ruralità come spazio reale e speculativo nel quale descrivere e re-immaginare il sistema di relazioni tra ambiente naturale e antropizzato, anche nella sua profondità storica. Marta Papini in Lo stato delle cose propone un impianto in progress nel quale la rotazione di artisti molto diversi instaura uno spazio dialettico tra le singole ricerche e tra queste e il pubblico. Cristiana Perrella in La seconda volta individua un nucleo di autori accomunati da un interesse per l’uso di materiali densi di storie già vissute che reinterpretano in insospettabili combinazioni, secondo una poetica della trasformazione. Domenico Quaranta con Cyphoria analizza l’impatto dei media digitali su vari aspetti della vita, dell’esperienza, dell’immaginazione e del racconto. Denis Viva in Periferiche individua nel policentrismo un’originale condizione strutturale del nostro territorio che permea anche la nostra cultura visiva.

Il percorso espositivo è libero e il visitatore – a partire dalla centrale Rotonda che durante la mostra sarà animata da performance, incontri, proiezioni che sono parte integrante dei progetti espositivi di molti curatori – può iniziare la propria esperienza di visita da una qualsiasi delle dieci sale espositive.

Con la 16a Quadriennale, è stata avviata una nuova modalità di collaborazione pubblico-privato creando delle alleanze con partner a partire da progetti ad hoc.

Eni, sponsor principale della mostra, rinnova il suo impegno per la cultura con un progetto di comunicazione sull’arte contemporanea rivolto a giovani dai 16 ai 25 anni, un percorso di promozione didattica e un’installazione permanente al Palazzo delle Esposizioni.

BMW Italia, sponsor della 16a Quadriennale, celebra i propri 50 anni e i 100 anni del BMW Group riservando agli spettatori una sorpresa al termine dell’itinerario di visita della mostra che testimonia la filosofia culturale di BMW da sempre presente al fianco di grandi eventi artistici.

AXA Italia e AXA Art sostengono la 16a Quadriennale con una partnership incentrata sulla valorizzazione delle nuove generazioni artistiche, con un percorso che parte dall’appuntamento di Art Basel 2016, di cui AXA Art è Partner Ufficiale, per culminare nel Forum annuale di AXA Italia.

illy conferma il sostegno e l’impegno di sempre nell’arte contemporanea, partecipando alla 16a Quadriennale con un importante Premio.

Fondazione Altagamma, che riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa che, anche grazie al loro intrinseco legame con l’arte e la cultura, promuovono nel mondo l’unicità e lo stile di vita italiani, partecipa con un ruolo di ambasciatore della 16a Quadriennale.

L’Hotel de Russie sostiene la 16a Quadriennale e, attraverso gli altri hotel Rocco Forte, collabora alla sua promozione in alcune città in Italia e all’estero.

Ferrovie dello Stato è vettore ufficiale della 16a Quadriennale e dedicherà alla manifestazione un numero speciale della rivista “La Freccia Arte”.

www.quadriennale16.it

Ufficio stampa Comin & Partners
Elena Di Giovanni tel 06 90255555 – M. 335 1279624, elena.digiovanni@cominandpartners.com
Alberto Scotti tel 06 90255555 – M. 340 8463840, alberto.scotti@cominandpartners.com
Alessandra Santerini M. 335 6853767, alessandrasanterini@gmail.com

Inaugurazione su invito mercoledì 12 ottobre 2016 ore 18.30

Pubblica qui la tua opinioneright
Vote this event:
2016-10-17
Events 3
Votes 8
Opinions 2
grazie
5

Una sorpresa e una conferma

Le aspettative di questa 16 Quadriennale Altri tempi, altri miti, ovvero proporre una mappatura delle arti visive contemporanee in Italia, sono state in gran parte esaudite: 11 curatori, 10 sezioni, 99 artisti e 150 opere riescono a dare un panorama dell’arte italiana degli ultimi anni attraverso differenti approcci curatoriali. Ho particolarmente apprezzato due curatori decisamente diversi e direi opposti: Luca Lo Pinto e Matteo Lucchetti.

Conosco poco Luca Lo Pinto, e in generale penso di essere lontana dalle sue scelte curatoriali ciononostante mi ha decisamente sorpreso e “conquistato”. La sala prende il titolo da una mostra del 1975 di Marisa Merz, A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti, una scelta lirica decisamente difficile da esaudire, eppure, una volta varcata la soglia, effettivamente il guardare diventa simile all’ascoltare! Nessuna informazione e nessuna conoscenza è necessaria, la mappa con i nomi è tracciata all’entrata, l’orchestrazione è perfetta: un dispositivo di visione che vede al centro un piccolo frammento di vetro dipinto con sopra inscritto un testo di Emilio Villa in greco antico, piccola traccia evocativa di una Storia e di un tempo passato. Così, man mano, rimanendo in ascolto, ogni lavoro rivela l’inscrizione di un passato. Gli artisti: Martino Gamper, Nicola Martini, Giorgio Andreatta Calò, Roberto Cuoghi, Ra di Martino, Stargate.

Totalmente diverso il progetto di Matteo Lucchetti, De Rerum Rurale, che trasforma la sezione in una vera e propria mostra, ovvero qualcosa di decisamente più complesso e articolato, dove si dà voce a un gruppo di artisti che da tempo e in diverse modalità lavorano nello spazio sociale. Partendo dal lavoro degli artisti Lucchetti costruisce un discorso sul concetto di ruralità in maniera teorica, storica, propositiva e aperta al futuro. Gli artisti: Nico Angiuli, Rossella Biscotti, Beatrice Catanzaro, Leone Contini, Michelangelo Consani, Luigi Coppola, Danilo Correale, Riccardo Giacconi e Andrea Morbio, Adelina Husni-Bey, Marzia Migliora, Moira Ricci, Anna Scalfi, Marinella Senatore, Valentina Vetturi. E Lucchetti cura anche la performance di Marinella Senatore,Protest Forms: Memory and Celebretion, bellissima, coinvolgente e piena di energia! La comunità della School of narrative dance è sempre più grande ed eterogenea, i partecipanti sono arrivati da svariati luoghi, un autobus ha portato al Palazzo delle Esposizioni da Modica, un gruppo di studenti del liceo Musicale e dell’Accademia Gli Armonici che hanno partecipato ad Agosto al Modica Street Musical - il presente il passato e il possibile (Galleria Laveronica), un chiaro segnale del processo di condivisione e di reale partecipazione collettiva al suo progetto.