dal 10/10/2016 al 15/04/2017

infoda martedì a domenica 8.30 - 19.30 (ultimo ingresso ore 18.45). Biglietto: 10 € intero, 5 € ridotto

Con l’inaugurazione della grande mostra Time is Out of Joint, lunedì 10 ottobre 2016, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, diretta da Cristiana Collu, scrive un nuovo capitolo della sua storia portando a compimento l’ampio processo di trasformazione, riorganizzazione e riallestimento, iniziato il 21 giugno 2016, con la restituzione al pubblico di spazi completamente rinnovati e la profonda rilettura delle sue collezioni.

L’esposizione, il cui titolo cita i versi dell’Amleto di William Shakespeare “The time is out of joint”, sonda l’elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato, che sembra porre in atto il dilemma dello storico dell’arte Hans Belting “la fine della storia dell’arte o la libertà dell’arte”.

È il definitivo abbandono di qualsiasi linearità storica, per una visione che dispiega, su un piano sincronico, le opere come sedimenti della lunga vita del museo: da Giacomo Balla, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Alberto Giacometti a Cristina Lucas, Adrian Paci, Sophie Ristelhueber, per citarne alcuni.

Sostenuta dall’autonomia speciale della riforma del MiBACT, la Galleria Nazionale si propone come luogo di scoperta, aperto alla ricerca e alla contemplazione, e spazio di riflessione sui linguaggi, sulle pratiche espositive e sul ruolo del museo contemporaneo.

Testo di Cristiana Collu, Direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Time is out of joint scardina anche le traduzioni e la loro eccellenza non può farci nulla, come dice Derrida che, come altri, a questo verso dell’Amleto di Shakespeare ha dedicato pagine fitte di dense riflessioni. Avremmo potuto elencare qui anche noi le molte versioni che restituiscono “Time” come tempo, mondo, natura, e “out of joint” come fuori di sesto, fuori dai cardini, fuori squadra, disarticolato, scardinato, sconnesso.

Un tempo che va ricomposto, “messo al diritto”, un diritto che in questa mostra intreccia, in simultanea coesistenza, nuove inaspettate relazioni nello spazio simbolico del museo. Relazioni che non rispondono alle ortodosse e codificate leggi della cronologia e della storia (dell’arte), ma si muovono assolte e svincolate in una sorta di anarchia che, come vuole una certa tradizione femminile a cui mi sento di appartenere, non ha nulla a che vedere con il disordine, ma si appella a qualcosa d’altro che viene prima delle regole.

Time is Out of Joint mette in campo una eterodossia, una disobbedienza, una sovversione così naturale che si potrebbe definire con Jabes “uno dei momenti privilegiati in cui si ristabilisce il nostro equilibrio precario” e si configura un incipit. Un punto sorgente e una persistenza che mette fuori gioco qualsiasi certezza cronologica e mette in campo una temporalità plastica che si comporta come il bosone di Higgs, dipende dunque dal nostro sguardo. E con un vero e proprio montaggio, con la parzialità che ogni scelta e ogni selezione porta con sé, fa precipitare il tempo storico cronologico, anacronizza passato, presente e futuro, ricostruisce e fa decantare un altro tempo, mentre mette in evidenza intervalli e durate, riprese e contrattempi. Un tempo pieno di faglie, fratture, vuoti, scarti e scatti, che suggerisce molte combinazioni come quelle che Time, senza esitazioni, espone in piena luce.

Ci muoviamo nello spazio attraversando le sale e le opere, dove le immagini sono fisse, in relazione simultanea tra loro, come se fossero prequel e sequel insieme: un cinema al contrario, dove la “fotografia”, la visione ha un ruolo chiave nel cristallizzare e trattenere tensioni così fertili anche nella loro composta presenza. Time dispiega un tempo cinematografico, un racconto, un flusso di memoria, un’anticipazione di quello che verrà e prova ad assomigliarci più di quanto faccia un libro di storia dell’arte.
Cristiana Collu

Ufficio stampa e comunicazione
Laura Campanelli T +39 06 32298328 gan-amc.uffstampa@beniculturali.it

Inaugurazione lunedì 10 ottobre 2016

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20 ottobre 

Il caso: quel che resta della Gnam

di Alessandra Mammi 

“Ti piace così il museo?”. “Bello. Ma non capisco un granché” (...) Chissà cosa si chiedono tutte quelle neo classiche statue che guardano i quadri? (...) Sono i muti testimoni dell’eternità dell’arte? (...) Le opere parlano da sole?"

http://mammi.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/10/20/il-caso-quel-che-resta-della-gnam/19 ottobre  


Roma, la lettera sulla Gnam del professor Benzi a Franceschini

di Fabio Benzi 

"Perché il comitato non è stato interpellato? (...) Certamente il Comitato ha solo un valore consultivo, ma se deve essere totalmente ignorato, non conviene eliminarlo? (...) Ma vengo al punto cruciale: cosa deve essere l’unico Museo Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea d’Italia? Quali scopi si prefigge, quali traguardi vuole raggiungere, con quali mezzi e con quali strumenti? (...) l fine di un Museo così importante è davvero solo avere molti visitatori, a qualsiasi prezzo?" 

http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/10/19/news/roma_la_lettera_sulla_gnam_del_professor_benzi_a_franceschini-150097018/


16 ottobre

La nuova Galleria Nazionale
di Ludovico Pratesi

"Questo è il vero punto della questione: nel mondo in cui viviamo, ha ancora senso la parola permanente e cosa significa?"
http://www.artribune.com/2016/10/galleria-nazionale-roma-cristiana-collu-ludovico-pratesi/


15 ottobre 

La Gnam non c'è più

di Danilo Maestosi 

"Davvero serve pensare che la durata non sia più una misura accettabile? (...) E se la provocazione, esaurita la novità, non desse i risultati sperati, non recuperasse altro pubblico, non raggiungesse la platea di giovani cui strizza l’occhio? Come e chi ne darà conto in modo trasparente? E chi e come potrà riparare i danni inferti al museo? 

http://www.succedeoggi.it/2016/10/la-gnam-non-ce-piu/


12 ottobre 

La nuova Galleria Nazionale

di Costantino D'Orazio

"Ha fatto bene? Come ha osato? Dove andranno i poveri professori del liceo a insegnare l’arte moderna? Cosa consiglieranno i professori universitari alle loro matricole?"

http://www.artribune.com/2016/10/galleria-nazionale-roma-cristiana-collu-costantino-dorazio/


11 ottobre

Galleria Nazionale d'Arte Moderna prove tecniche di rivoluzione

di Edoardo Sassi

"Ma se non si informa più, se si marca «il definitivo abbandono di qualsiasi linearità storica per una visione che dispiega, su un piano sincronico, le opere come sedimenti della lunga vita del museo», il rischio, di straniamento in straniamento, non sarà quello di sconfinare nel soggettivismo esasperato, nello snobismo mondano del contemporaneese?"

http://roma.corriere.it/notizie/cultura_e_spettacoli/16_ottobre_10/galleria-nazionale-d-arte-moderna-prove-tecniche-rivoluzione-1bab5e2e-8f1c-11e6-85bd-f14ac05199eb.shtml