dal 11/01/2017 al 24/01/2017

infoApertura in settimana dal mart al sab h 11/19

A cura di Massimiliano Bisazza


Quanto l'arte possa essere taumaturgica è insondabile, ma è certo che sia profondamente possibile, veritiero e soprattutto necessario. Riuscire ad esorcizzare le proprie paure interiori, i propri fantasmi inconsci, le proprie tensioni emotive e psichiche; esternandole con l'ausilio della creatività è possibile.

Bruno Biondi riesce a fare tutto questo nei suoi quadri: impattanti, intensi e carichi di atmosfere che oscillano dal cupo del buio dell'anima - di quella parte più nascosta del nostro inconscio - sino all'intento anelante di volersi avvicinare a quella luce che troppo spesso è stata spenta dagli accadimenti della vita.

Spesso le tonalità di grigi e neri fanno da “padroni” nelle opere di Bruno Biondi mentre le cromie chiare - metafora di quel lato illuminato presente in ognuno di noi - sono di riflesso meno presenti ma vogliono emergere..ad ogni costo.

Segni incisi o disegnati e dipinti troneggiano orizzontalmente ma assai più verticalmente; scorticano la tavola lignea, affondano il segno nella tela e si mostrano a noi quasi come cicatrici dell'anima; come portali che secondo una tridimensionalità virtuale ambiscono a portarci nell' ”OLTRE”...

L' artista sceglie dunque volutamente di condividere con noi le sue emozioni più inconsce, il suo vissuto psicologico, i suoi traumi....l'essere. Nondimeno ci porta per mano verso tele che si paventano davanti a noi con textures simili a rifrazioni verticali, dove il colore ha un'imprimitura differente alla base e si palesa con accenni di bruni che echeggiano i colori delle terre. Gli spazi simbolici che incontriamo nei lavori di Bruno Biondi sono a volte privi di aria e pieni di quella solitudine e di quell'ossessività compulsiva che dipinge - usando

tecniche miste - con sentore espressionista e dunque istintivo. Essi abbondano dell' espressione di una concettualità che denota un segno primitivo, analitico ma che consente una moltitudine di letture dell'opera.

La linea retta dell'universo di Bruno Biondi è una poetica insita nel suo grafismo, tende più spesso verso l'alto (verticale) che non verso est o ovest (orizzontale); e questo fa riflettere alla voglia, al desiderio dell'artista di poter spiccare verso l'alto, sublimando le proprie emozioni positive e cercando di distaccarsi dai mondi degli stati vitali più bassi.

Ecco dunque perché associo questi quadri a delle “stanze verticali” ma mentali, a dei luoghi onirici che dominano la mente ma che l'artista desidera poter dominare; come se personificassero il luogo dove un regista teatrale - l'artista - , riesce a scrutare da dietro la quinta scenica, a regolare, a dirigere e infine a decidere quale sarà la trama, quale sarà il finale.

Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)

info@statuto13.it

www.statuto13.it

www.facebook.com/statuto13

Opening: 11 gennaio 2017 dalle h 18,30 alle h 21,00


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