dal 27/01/2017 al 07/05/2017

infoda martedì a domenica ore 10-18. Giovedì 10-22, con ingresso gratuito dalle 18 e visita guidata gratuita alle 19. Ogni sabato e domenica ore 14-18 "dialoghi sull'arte" in mostra. Intero 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

In collaborazione con Kunstverein in Hamburg e de Vleeshal in Middelburg

Museion apre la stagione 2017 con la prima personale di Lili Reynaud-Dewar in un museo italiano.

Da cosa è definita l’identità culturale? Cosa influisce sulla sua costruzione? Facendo riferimento a movimenti di liberazione e subculture del Ventesimo secolo, Reynaud-Dewar si interroga sulle regole e gli stereotipi sessuali, razziali e politici che costruiscono l’identità individuale.

La mostra presenta installazioni, video e oggetti - tra cui i cosiddetti grills, decorazioni per denti con funzione di reliquie e status symbol della cultura rap e hip hop, di cui l’artista si impossessa provocatoriamente. La manipolazione del corpo operata dai grills richiama a sua volta un ulteriore elemento portante della mostra, il Cyborg Manifesto pubblicato nel 1985 della femminista Donna Haraway, metafora dello scioglimento della rigida suddivisione tra uomo, macchina e natura del pensiero occidentale.
Tra le opere in mostra un nuovo video realizzato a Bolzano per l’occasione.

Lily Reynaud-Dewar (La Rochelle, Francia 1975, vive a Parigi e Grenoble) ha all’attivo mostre personali presso istituzioni come il New Museum di New York (2014), Kunsthalle Basel (2010), Generali Foundation Vienna (2012). Nel 2015 ha partecipato alla Biennale di Venezia. Su invito del curatore ospite Pier Bal Blanc aveva realizzato per Museion il video Live Through That?!, in cui ballava nuda attraverso le sale del museo vuoto.

In occasione della mostra verrà pubblicato un libro d’artista.

Immagine: Lili Reynaud-Dewar, TEETH, GUMS, MACHINES, FUTURE, SOCIETY (Film) 2016

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it

Opening 27/01/2017, ore 19.00. L’artista è presente
Nel corso dell’inaugurazione performance con Darius Clayton, Ashley Cook, Hendrik Hegray e Lili Reynaud-Dewar

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