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    Opinioni

    Event: Ugo Rondinone

    Un ponte tra due circuiti chiusi


    Due sedi distanti e diverse così come i due progetti formanti la mostra.


    Giorni d'oro al Macro Testaccio è un tripudio di sfavillanti cromie e tristi soggetti clowneschi in differenti pose.

    Notti d'argento è invece un innesto artificiale tra ulivi del sud-Italia in alluminio e la struttura antica dei Mercati di Traiano.


    L'artista svizzero pone così in contrapposizione ma in dialogo diversi aspetti, spazi ed elementi in un percorso simbolico sospeso tra sogno e realtà. 

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    Event: Par tibi, Roma, nihil

    Non c’è nulla di comparabile a te, o Roma


    L'opinione su questa esposizione è riassumibile con il suo titolo "Par Tibi, Roma, Nihil" ovvero l'espressione del vescovo di Tours Hildebert de Lavardin, dinanzi alla vista delle rovine nel suo viaggio del 1100 circa, a Roma.


    Palcoscenico d'onore riaperto per l'occasione e presenze contemporanee di spessore si sono intervallate e incastrate come i pezzi di un mosaico bizantino.

    Memoria, storia e spazio sono le linee guida dell'esposizione composta da molteplici media che non contrastano con le rovine imperiali del Colle Palatino.


    Nonostante la lieve pecca della mancanza di opuscoli, di segnaletica direzionale e di mediatori che potessero fornire utili informazioni sulle opere, la mostra ha valso pienamente, da sola, il viaggio nella capitale.

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    Event: Expositio

    La contemporaneità invisibile al Poldi Pezzoli


    Calchi della Venere di Fidia; foto-collages di tributi tra opere della collezione del Poldi Pizzoli e ragazzi di gesso che ricordano più che vagamente l’opera del 1967 Giovane che guarda Lorenzo Lotto.


    Questa è Expositio che si snoda tra il piano terra e il primo piano della dimora e tratta le tematiche abitudinarie di Giulio Paolini: la riflessione sul significato dell’arte, il labile confine tra il vero e la copia, il frammento, l’antico (inteso come classico) onnipresente, l’ambiguità della visione e l’inganno del linguaggio.


    Il tutto si inserisce perfettamente nella ricca, seppur ricostruita dopo i bombardamenti del 1943, cornice di opere (Botticelli, Mantegna, Bellini, Piero della Francesca, Cosmè Tura...) adornanti la casa-museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

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    Event: Jannis Kounellis

    Tragedia greca nella ex-Chiesa pesarese


    Clima rituale e funerario quello percepibile all'interno del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro dove tra sudari e un corteo funebre prende vita l'esposizione di Jannis Kounellis curata da Ludovico Pratesi.


    Il cavallo, il carbone, i sacchi di juta, gli oggetti industriali e i cappotti si susseguono l'un l'altro in un eterno ritorno ciclico sul palcoscenico teatrale dove l'uomo non è protagonista diretto ma spettatore in prima fila.

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    Event: Felix Gonzalez-Torres

    Altrochè spazio vuoto

    L'esposizione milanese dei lavori di Gonzalez-Torres presso la galleria Massimo De Carlo si articola nei due piani dello stabile di Via Ventura, proponendo diverse opere dal 1991 al 1995.

    All'inizio sembra essere un intervento poco consistente (come affermato da numerosi visitatori) quello ideato dalle due curatrici, Julie Ault e Roni Horn, vista la quantità di spazio utilizzabile e la delicatezza dei quattro lavori proposti; successivamente, con uno sguardo più approfondito, ci si rende conto che lo spazio che circonda le opere viene riempito dalla figura del visitatore che si sofferma a riflettere davanti ad ognuna, prima di procedere con la fruizione.

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    Event: Christo e Jeanne-Claude

    Christo: camminare sull'acqua per scoprire il lago d'Iseo


    Prima installazione dell'artista bulgaro Christo, effettuata dopo la scomparsa della coniuge Jeanne-Claude nel 2009, sul Lago d'Iseo.
    Land Art partecipata che coinvolge un pubblico così eterogeneo tanto da richiamare più di un milione e duecentomila di visitatori nei soli 16 giorni di apertura sul pontile che collega la terra ferma a due isole: quella di Mont'Isola (la più grande isola palustre europea abitata) e quella di San Paolo.
    L'accesso ai 16 metri di larghezza della passerella, di giorno in giorno, rimane difficoltoso tanto da avere code quotidiane superiori a 3 ore ma la particolare esperienza vale la prolungata attesa.

    L'opera è diventata un fenomeno mediatico tanto da far parlare di sé un po' ovunque in Italia e nel mondo per il cambiamento paesaggistico ma anche per il suo valore estetico.

    Amareggiati dal lato effimero di The Floating Piers si è in trepida attesa per la prossima opera, Matsaba, in cantiere ad Abu-Dhabi dal lontano 1979.

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